Salute e ambiente formano un binomio inscindibile: sono sempre in correlazione tra loro. Gli effetti sulla salute dell’uomo dei danni all’ambiente sono innegabili: per vivere in salute, occorre vivere in un ambiente altrettanto sano.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità dà una definizione precisa di salute. La salute secondo l’OMS è «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia». Cosa significa benessere fisico è piuttosto chiaro. Meno chiaro e in molti casi considerato come meno importante, è il concetto di benessere mentale. L’OMS lo definisce come «uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni».
L’ambiente è dunque un elemento inserito nella definizione stessa di salute, in un rapporto diretto ed inalienabile tra l’individuo e tutto quello che c’è intorno a lui.

L’ambiente che ci circonda, caratterizzato da ricca vegetazione e quindi ricco di biodiversità, rappresenta il polmone del nostro mondo e come tale va tutelato. Il rapporto inscindibile che abbiamo appena spiegato, può essere sintetizzato con l’espressione “One Health” che significa proprio “una sola salute”. Tale concetto è stato sviluppato per rispondere alla diffusione di gravi malattie infettive e zoonosi attraverso un approccio integrato alla salute che si è poi allargato fino a comprendere l’ambiente nel suo complesso dal momento che le persone, l’ambiente e l’economia fanno tutti parte dello stesso sistema.
Le persone, infatti, non possono vivere bene se l’ambiente e l’economia versano in cattive condizioni. Tra gli elementi ambientali che influiscono sulla salute dell’uomo, rientrano: la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, la presenza di agenti biologici come batteri, virus e parassiti, la presenza di sostanze chimiche e inquinanti, la sicurezza sul lavoro e sulla strada, lo stato di manutenzione delle infrastrutture e dei servizi igienici, gli stili di vita e i comportamenti individuali, la situazione economica e sociale delle persone e delle comunità.
Uno degli aspetti più importanti del rapporto tra ambiente e salute riguarda la prevenzione delle malattie di origine ambientale.

Il futuro.
Ma la domanda fondamentale è: quanto influiranno gli errati comportamenti dell’uomo sull’ambiente?
Come abbiamo appena detto, tutto parte proprio dall’errato comportamento degli esseri umani che con le loro azioni oltre ad arrecare danni all’ambiente, arrecano danni anche a loro stessi.
Oggi la parola “inquinamento” è all’ordine del giorno poiché le nostre città e i nostri mari ne sono purtroppo invasi. Più si va avanti con gli anni e più le isole di plastica fluttuano, come grandi ed intere regioni, nei nostri oceani.
Quando parliamo di inquinamento atmosferico e di inquinamento idrico parliamo di gravi danni al benessere fisico dell’uomo con dati e morti alla mano.
Da come notiamo, le premesse non sono delle migliori, tanto che l’OMS ha stimato oltre 250 mila decessi annui in più per il periodo 2030 – 2050, a causa del cambiamento climatico. Questa è la dimostrazione più evidente del nostro pessimo rapporto con l’ambiente e di come esso stesso si rifletta su di noi. Sulla base di ciò, in linea con i principi dell’Agenda 2030 e con l’accordo sul clima di Parigi, nel giugno del 2017 si è tenuta, a Ostrava, in Repubblica Ceca, la sesta conferenza interministeriale su ambiente e salute, che indica i punti cruciali su cui deve svilupparsi la Strategia ambientale, imperniandola sulla prevenzione.

Situazione in Europa…
In Europa (vale a dire i 53 Stati membri dell’Ufficio regionale dell’OMS per l’Europa, con oltre 900 milioni di persone), i fattori di rischio ambientale rappresentano ancora 1,4 milioni di decessi l’anno e questi decessi sono in larga misura evitabili. Oltre un terzo di questi decessi è imputabile all’inquinamento atmosferico, che rappresenta il principale fattore di rischio ambientale per la nostra salute. Un’altra grande percentuale di danni da inquinamento proviene da sostanze chimiche pericolose: ogni giorno sette persone, per lo più bambini, muoiono per malattie diarroiche, per cui anche la qualità dell’acqua rimane un problema.
Tuttavia, come ha sottolineato in un’intervista all’Agenzia Europea per l’Ambiente, il capo del Centro Europeo per l’Ambiente e la Salute dell’OMS Francesca Racioppi, la situazione è in miglioramento, anche grazie a strumenti come il Green Deal Europeo, occasione per fare un balzo in avanti verso la sostenibilità.

Gli effetti dell’inquinamento, non solo quello atmosferico, non sono equamente distribuiti: infatti, i cittadini che popolano le aree più svantaggiate del pianeta molto spesso vivono in prossimità di siti contaminati o in zone dove è presente un flusso di traffico molto elevato. Le differenze, come tiene a sottolineare Racioppi, possono essere notevoli non solo tra Paesi ma anche all’interno dei singoli Stati.
… in Italia invece
Lazio, Emilia-Romagna e Lombardia sono le regioni con la più alta percentuale di edifici scolastici vicini a fonti di inquinamento atmosferico. Al di sopra della media del 2,7% solo territori del centro – nord, ad eccezione della Puglia che ha la percentuale più alta nel mezzogiorno (3,3%). Le altre regioni del sud presentano dati inferiori, in particolare Calabria e Molise, quest’ultima a quota 0.

Cosa possiamo fare?
Prendersi cura dell’ambiente è una responsabilità di tutti, in primis di ciascun individuo, il quale è chiamato a seguire alcuni semplici ma fondamentali gesti quotidiani per garantire la salvaguardia dell’ambiente che lo circonda per sé e per gli altri. Praticare abitudini sostenibili non riguarda solo l’ambiente, ma ha anche risvolti di tipo economico (legato ai consumi) e sociale (diritti delle persone). L’educazione ambientale deve essere trasmessa fin dalla tenera età: grazie al loro desiderio di emulazione, i bambini i cui genitori agiscono in maniera rispettosa dal punto di vista ambientale, possono apprendere già tra le mura domestiche una delle lezioni più significative e producenti legate all’importanza della sostenibilità.
Alcune buone abitudini da insegnare ai propri figli possono riguardare semplici azioni quotidiane come il muoversi a piedi in città, trascorrere più tempo a contatto con la natura, il differenziare i rifiuti, spegnere la luce o chiudere il rubinetto di casa quando non necessario. Anche la scuola può contribuire a insegnare ai bambini il rispetto per la natura: l’educazione ambientale nella scuola primaria e nella scuola dell’infanzia abbraccia tematiche e problemi quanto mai attuali come sviluppo sostenibile, economia, conservazione delle risorse, ma anche educazione civica e culturale.
Il rispetto dell’ambiente è un tema che ricorre spesso durante l’anno, anche grazie alle numerose ricorrenze di carattere nazionale e internazionale che rappresentano altrettante occasioni di comunicazione per raggiungere target specifici legati alla particolare ricorrenza, come la Settimana Europea della Mobilità, la Giornata Mondiale della Terra, la Giornata Mondiale dell’Ambiente, la Giornata Nazionale degli Alberi, e altre ancora.
Sono diversi i consigli che ricorrono in queste occasioni. Abbiamo raccolto i 10 più ricorrenti:
- Scegliere tessuti naturali
- Riciclare la plastica e usare prodotti riutilizzabili
- Scegliere prodotti locali a km zero
- Ridurre gli sprechi alimentari e di acqua
- Staccare la presa degli elettrodomestici inattivi e non lasciarli in stand – by
- Camminare a piedi o muoversi in bici
- Seguire un’alimentazione sana e sostenibile
- Fare la raccolta differenziata
- Preferire gli oggetti di seconda mano agli articoli nuovi
- Amare la natura che ci circonda e rispettare la fauna
Bibliografia
https://www.epicentro.iss.it/ambiente/
https://ancler.org/affrontare-i-rischi-ambientali-per-la-salute/
https://www.linkiesta.it/2021/03/salute-inquinamento-europa-oms-green-deal-racioppi/
https://www.openpolis.it/le-scuole-vicine-a-fonti-di-inquinamento-un-problema-specialmente-nelle-aree-piu-urbanizzate/